inaugurazione anno accademico 2008

MA COS’E’ ‘STA COSA
LA NOSTRA UNIVERSITA’ ?!?

Eccoci di nuovo qua, ad inaugurare un nuovo anno accademico (1183° dal capitolare di lotario e 647°dall’istituzione dello studium generale – recita il programma ufficiale).
Ma cosa ci sarebbe di nuovo? A noi pare la solita, ennesima vetrina con la solita cerimonia fine a se stessa, utile solo al rettore e ai baroni per autocelebrarsi e celebrare senza pudore il loro sistema di potere e privilegi chiamato università.
Tuttavia, questa volta vale la pena di entrare un minimo nel merito del bestiario che ci verrà – ahinoi!– propinato.
Per cominciare il vicepresidente di turno della commissione europea (franco frattini), il superospite che blatererà frasi di circostanza in aula magna.
Un losco figuro che, in nome della paranoia da terrorismo globale, è pronto ad aprire l’occhio vigile del Grande Fratello sui siti internet che diffondono informazioni “potenzialmente pericolose” (categoria – insieme a quella di terrorismo – dai contorni molto sfumati) e sui dati dei passeggeri degli aerei in arrivo e transito in europa. Per dirla con benjamin franklin: “Chi è pronto a rinunciare alle proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.”
Inoltre frattini è stato censurato a larga maggioranza (306 sì, 86 no e 37 astenuti) dal parlamento europeo per le sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano «Il Messaggero» (2/11/07), in seguito all’assassinio di Giovanna Reggiani, all’adozione del decreto espulsioni e all’aggressione squadrista di alcuni romeni a Roma: per rispondere al problema sicurezza quello che a suo avviso “si deve fare è semplice: si va in un campo nomadi a Roma […] e a chi sta lì si chiede “tu di che vivi?”. Se quello risponde “non lo so”, lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona la direttiva europea.
Semplice e senza scampo”.
Sorge spontanea una domanda: uno personaggio che sostiene apertamente la deportazione delle persone sgradite al salotto buono della fortezza europa, cosa avrà mai da insegnare in un’università? Come tacere, poi, della lapide in marmo per ricordare… la visita di papa razzingher a pavia? La cosa si commenta da sola. E a nostro umile parere si merita un solo, lapidario commento: vergogna! Pavia, feudo vaticano in terra lombarda, cerca di riparare alla “terribile offesa” della Sapienza affannandosi a dimostrare come non tutte le università caccino il papa a pedate nel sedere.
Ma qualcuno ha sbagliato i calcoli: i papa-boys non abitano più qui!
Infine vogliamo ricordare le recenti gesta dei professori di scienze politiche, colpevoli d’aver bloccato nell’ultimo consiglio di facoltà la protesta degli studenti contro le modifiche alle modalità d’iscrizione agli appelli (modifiche che hanno introdotto a tradimento e senza nessuna discussione il salto d’appello). E’ solo l’ultimo tassello di un disegno più ampio, che vuole un’università impostata su tutto tranne che sui bisogni, i ritmi, le necessità degli studenti.
Siamo qui adesso contro tutto questo.
Siamo qui adesso per guastare la festa a tutti quelli che dall’università succhiano potere, soldi e prestigio, e che ignorano e ostacolano gli studenti.
Siamo qui adesso per ribadire che noi, gli studenti, la parte più genuina e critica di questa istituzione ingessata che cade a pezzi, non siamo più disposti a fare da spettatori.

L’UNIVERSITA’ E’ COSA NOSTRA!
Collettivo Universitario Autonomo
PS: diamo appuntamento a tutt* per domani (martedì 5 febbraio h. 13 in aula 6, accanto al bar
dell’università centrale) all’assemblea indetta dagli studenti di scienze politiche per decidere le
prossime mobilitazioni sulla questione degli appelli. Portiamo solidarietà da ogni facoltà: la solidarietà
è un’arma!


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